14 Lug

Intervista a Gianmaria Finardi sulla traduzione di “Sul soffitto” di Éric Chevillard – di Damiano Latella

 

viva la vida

Martedì 14 Luglio del 1789 avveniva la Presa della Bastiglia che ci porta alla memoria la Rivoluzione francese.

Il passo successivo è pensare: quali sono, oggi, le rivoluzioni possibili? A noi piacciono quelle perpetrate con le idee, e con le parole. Le rivoluzioni silenziose, che pure hanno fatto tanto rumore. Decidere di trasferirsi sul soffitto è una di queste. Poi, il mondo, apparirà completamente diverso.

Gianmaria Finardi e Damiano Latella ci aiutano a entrare nel mondo di Sul soffitto di Éric Chevillard (Del Vecchio, 2015). 

Intervista sulla traduzione a Gianmaria Finardi (Sul soffitto di Éric Chevillard)

di Damiano Latella Read More

15 Gen

UN CLASSICO NATALE / 4 – COLETTE

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Sta volgendo al termine, con questa settimana, la proposta festeggiante dei nostri classici. Oggi tocca a lei, l’inarrivabile COLETTE, nelle parole esatte, toccanti e illuminanti di Gabriella Bosco (articolo apparso su L’Indice dei Libri del mese, Novembre 2015).

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Colette, La stella del Vespro, Del Vecchio Editore, p. 267, euro 15,50 (Cura e Traduzione di Angelo Molica Franco)

di Gabriella Bosco

Alla stella che si leva quando è prossima al tramonto, Vespro – il terzo nome di Venere – Colette associa la bellezza del suo declino. Cui dedica un libro, come ha fatto con ogni stagione della sua lunga vita. Read More

29 Ott

LA SCATOLA NERA DEL TRADUTTORE di Gianmaria Finardi

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SenzaZucchero è ben lieto di notare che non si parla d’altro che di Monsieur Eric Chevillard e del suo primo romanzo tradotto in Italia Sul Soffitto.  (Il libro verrà presentato il 24 novembre a Venezia, il 25 a Roma e il 26 a Palermo dall’autore, ospite tra i più attesi del  Festival della narrativa francese/Festival de la fiction française – #FFF .)

Ma come sarà stato tradurre un autore tanto “irriducibile”?

Leggiamo la Scatola nera del traduttore di Gianmaria Finardi.

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Indossare le vesti del traduttore di Chevillard mi ha permesso di  riscoprire la dimensione più pura ed essenziale della lettura. Mi chiedo, del resto, se quella del traduttore, da figura di intermediario, di certo ben più importante e complessa del mero consegnatario di un messaggio qualsiasi, perennemente divisa tra autorialità e ricezione, non potrebbe diventare nelle mani dei semiologi una strategia testuale da affiancare alla nozione di lettore modello[1], quel destinatario ideale postulato da ogni autore per il proprio testo: che Chevillard pensasse a come complicare la vita a un traduttore, mentre scriveva il suo romanzo? Chi può dirlo con certezza?[2] Read More

22 Ott

L’INTERVISTA A ERIC CHEVILLARD

melonicecchidefPer festeggiare l’uscita de Sul soffitto (traduzione di Gianmaria Finardi), pubblichiamo oggi un’intervista esclusiva al suo autore, Eric Chevillard che sarà ospite del  Festival della narrativa francese/Festival de la fiction française – #FFF il 24 novembre a Venezia, il 25 a Roma e il 26 a Palermo.

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ERIC CHEVILLARD: L’AUTOFICTIF RISPONDE A DELLE DOMANDE.

Intervista rilasciata a Jean-Daniel Magnin. Pubblicata il 20/4/2012. Read More

15 Ott

SENZAZUCCHERO OSPITA / ERIC CHEVILLARD

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SenzaZuccheroDel Vecchio Editore sono orgogliosi di presentare al pubblico italiano uno degli scrittori francesi che più stanno caratterizzando il paesaggio letterario d’oltralpe. Fabio Gambaro, in un interessante articolo apparso su la Repubblica qualche mese fa in cui fotografava gli autori francesi più suscettibili di interesse per il mercato editoriale italiano, ricordava l’assoluta importanza che autori come Laurent Mauvignier (I passanti) e Philippe Forest (Il gatto di Schrödinger) – presenti anch’essi nel catalogo Del Vecchio – ricoprono nel cesellare i tratti che la letteratura francese sta assumendo, a metà – sia detto assai banalmente – tra biopic e romanzo post-moderno.

Eric Chevillard, invece, si pone in assoluta controtendenza – chi lo conosce e ha letto i suoi libri potrebbe azzardarsi di dire pure “in assoluta anarchia” – rispetto a questo quadro contemporaneo che prende le fila dal Premio Nobel Modiano, passa per Annie Ernaux e arriva fino ai narratori più giovani come François-Henri Désérable.

Come? Perché?

Oggi SenzaZucchero propone una presentazione che Chevillard stesso ha scritto per i suoi lettori italiani. Leggiamola e scopriamo chi è nell’attesa di ascoltarlo di presenza durante il Festival della narrativa francese/Festival de la fiction française – #FFF il 24 novembre a Venezia, il 25 a Roma e il 26 a Palermo.

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MI PRESENTO

Il mio primo romanzo, Mourir m’enrhume, è uscito nel 1987 presso Les éditions de Minuit. Avevo 23 anni e raggiungere la famosa casa editrice di Jérôme Lindon che allora pubblicava Beckett, Claude Simon, Robert Pinget e Gilles Deleuze – tra molti altri grandi autori – fu per me qualcosa di cui andare immensamente fiero. La mia vanità venne soddisfatta una volta per tutte e, ad oggi, mi porto soprattutto l’emozione di essere stato accolto da quel mirabile editore. Read More

02 Set

UN’ESTATE CON COLETTE / 2

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UN’ESTATE CON COLETTE / seconda e ultima parte
di Angelo Molica Franco e Chiara Carlino

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In questo frangente d’incertezza interiore, la presenza materna di Missy aveva rappresentato per lei un prezioso appiglio. Tuttavia Colette, giunta all’età di trentasette anni, cominciava a mal sopportare i vincoli d’un rapporto di coppia che si faceva sempre più limitante. Onde allentare il giogo della marchesa, alla fine del 1910 Colette cominciò a intrattenere una blanda relazione con Auguste Hériot (1886-1951), il figlio di uno dei proprietari dei Grands magasins del Louvre, che più tardi servirà – suo malgrado – da modello per Chéri (1920).

Non è importante stabilire se in un luogo imprecisato un ex giovane, oggi bianco e curvo, sia sfuggito al suicidio che imposi a Chéri. Ma è dolce constatare che il mio giovincello di oscure origini e la sua melanconia, che lo trascinerà alla fine verso un’infeconda purezza, abbiano mosso un largo pubblico, non fosse che per il pepe della curiosità.

Caro ragazzo venuto a intervistarmi, avrei potuto rispondervi: Sì, ho incontrato Chéri. Tutte noi abbiamo incontrato Chéri, con le sue qualità meteoriche. Avreste desiderato, caro ragazzo, entrare vagamente turbato in ciò che chiamate tra di voi “una storia di gigolò”. Questa parola invecchia senza grazia, evoca non so quale tic nervoso. Perché non “diabolo”? Perché un giovane demone non dovrebbe fregiarsi di un nome, come lui, amorevole e carico di minaccia? Una storia di diabolo…

Ma sì, ho incontrato Chéri, e più di una volta, come ogni tipo di tentazione. A ogni donna spetta il proprio turbamento, e il paragone con turbamenti diversi. Read More

20 Lug

L’HORLA / Guy de Maupassant

 

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Ecco il secondo appuntamento del nuovo progetto editoriale a firma congiunta Del Vecchio Editore – SenzaZucchero che prevede la proposta ai nostri lettori di un classico della letteratura in una nuova traduzione. Oggi proponiamo Le Horla di Guy de Maupassant, nella traduzione di Sara G. Gianoglio. Per le prime giornate in spiaggia, è ottimo.

L’HORLA 

TRADUZIONE DI SARA G. GIANOGLIO

8 maggio. – Che giornata incredibile! Ho passato tutta la mattina sdraiato sull’erba, davanti a casa mia, sotto l’enorme platano che la copre, la ripara e l’ombreggia tutta. Amo questa regione, e amo viverci perché qui ho le mie radici, quelle radici profonde e delicate che legano un uomo alla terra dove sono nati e morti i suoi avi, che lo legano al modo di pensare e di mangiare, alle usanze e ai cibi, ai modi di dire locali, alla parlata dei contadini, agli odori della terra, dei paesini e dell’aria stessa. Read More

08 Lug

UN’ESTATE CON COLETTE / 1

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UN’ESTATE CON COLETTE / parte prima

di Angelo Molica Franco e Chiara Carlino

Ripercorrere la vita di Sidonie-Gabrielle Colette e l’opera sempreverde che da essa attinge la propria linfa significa, innanzi tutto, raccontare l’evolversi d’una personalissima poetica del fiorire. Poiché l’esistenza di colei che rese celebre un patronimico divenuto nome fu, più che un impari e banale corpo a corpo con la morte, un’incessante lotta contro l’appassire dell’essere. Un parto non semplice, quello della piccola “Gabri”, che nacque “blu e muta, (…) soffocata per metà”, il 28 gennaio 1873, nella stanza priva di calore d’una casa di Saint-Sauveur-en-Puisaye, in Borgogna, manifestando da subito “una personale volontà di vivere e di vivere anche lungamente”.

È difficile non ravvisare in una simile tenacia il frutto d’una derivazione materna: Adèle-Eugénie-Sidonie Landoy (1835-1912), cresciuta nel milieu intellettuale bruxellese sotto la tutela dei fratelli giornalisti, era donna risoluta ed estremamente consapevole di se stessa, dotata d’un particolare naturismo e d’una visione del mondo assai poco convenzionale per l’epoca. Sposata con Jules Robineau-Duclos, ricco e alcolizzato proprietario terriero della Puisaye che le aveva dato due figli, la futura “Sido” aveva destato l’indignazione dei compaesani intrecciando una relazione clandestina con l’ex capitano degli zuavi Jules-Joseph Colette (1829-1905), approdato a Saint-Sauveur in qualità di percettore dopo aver perso “tutta la sua gamba sinistra” nella campagna d’Italia del 1859. Rimasta vedova, il 20 dicembre 1865 l’ex signora Robineau-Duclos aveva potuto infine regolarizzare il suo legame con il “Capitano”, diventando ufficialmente la signora Colette. È in seno a quest’affiatato ménage che “Gabri”, vezzeggiata ultimogenita, poté trascorrere la propria infanzia e sviluppare, grazie all’educazione materna, quel profondo sentimento della natura che, qualche anno più tardi, le avrebbe permesso di definirsi una “regina della terra”.

Saggio, saggio il mio giardino! Non dimenticare che dovrai nutrirmi… Ti voglio addobbare, ma di grazie dell’orto. Ti voglio infiorare tutto, ma non di quei teneri fiori che muoiono sotto un giorno d’estate crepitante di cavallette. Ti voglio verde, ma colmo di fieno e vegetazione inesorabile, di palme e cactus, di una desolazione da finta Africa monegasca. Che il corbezzolo si accenda accanto all’arancio, e che sia il tizzone di quella distesa di fuoco viola sulle mie muraglie: le buganvillee. E voglio che ai loro piedi la menta, il dragoncello e la salvia si ergano, alti abbastanza perché le mani penzolanti, sfregando i ramoscelli, facciano sprigionare profumi impazienti. Dragoncello, salvia, menta, santoreggia e pimpinella, che aprite a mezzogiorno i vostri fiori rosa per chiuderli tre ore più tardi, io vi amo certamente per quello che siete; ma non mancherò di richiedere la vostra presenza per l’insalata, per il cosciotto bollito, per la salsa piccante; io vi sfrutto. Read More

15 Giu

L’EDITORIALE

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Sempre più inframezzato e breve, sempre più accorciato e meno regalato agli altri, il tempo è la vera questione dei nostri giorni, dei nostri, il gioco di parole è d’uopo, tempi moderni.

SenzaZucchero intercetta e anticipa da sempre, le mode, i gusti e arriva fino ai desideri. Per questo, per la formula estiva del blog, abbiamo pensato di venire incontro a questo tempo sempre più ingeneroso. Ispirandoci un po’ a un grande settimanale di approfondimento come è stato L’Europeo, SenzaZucchero ha pensato di offrire un approfondimento a settimana da portare con voi sette giorni su sette, per accompagnarvi nelle riflessione. Read More

27 Mag

L’INTERVISTA / a FOUAD LAROUI

 

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Per il lettori di SenzaZucchero, pubblichiamo oggi una lunga intervista a Fouad Laroui (L’esteta radicale, 2012; Un anno con i francesi, 2015) di Georgia Makhlouf tratta da l’Orient Littéraire

Ringraziamo Cristina Vezzaro, traduttrice presso la Del Vecchio dei libri di Fouad Laroui, per averci segnalato e tradotto questa intervista.

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Fouad Laroui: un’intera vita tra i libri
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