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PASSAGE(S)

30 dicembre 2013 by Angelo Molica Franco

passages1 (1)Dopo una breve vacanza natalizia – vacanza??? – torna PASSAGE(S) su SenzaZucchero, il blog più “coolture” del web. Vi auguriamo Buon Anno con Chiara Marmugi, traduttrice editoriale dal tedesco, che ci regala un’esperienza di vita traduttiva vera, affascinante e profonda.

***

Anche i comunisti si innamorano (e i traduttori si immedesimano) 

di Chiara Marmugi

Si è detto spesso che un bravo traduttore è in grado di rendersi invisibile, sa ascoltare la voce dell’autore e riesce a riprodurla nella propria lingua il più fedelmente possibile. Pochi però si rendono conto del lavoro di scrittura e riscrittura che sta dietro alla traduzione di un romanzo, anche e forse soprattutto a quelli che si leggono d’un fiato.

La scorrevolezza del testo, la facilità con cui si riesce a godere di una storia sono frutto di un vero e proprio lavoro di limatura, che ha lo scopo di evitare troppi giri di parole nel passaggio da una lingua all’altra. Il traduttore si trova a prendere una serie di decisioni, piccole e grandi,  alla ricerca di un equilibrio tra la fedeltà al testo originale e l’accettabilità agli occhi del lettore finale. Sia il narratore, sia ogni singolo personaggio devono avere un proprio modo di esprimersi, a seconda dell’età, della cultura, del gruppo sociale di appartenenza; voci che variano dal colloquiale al formale. Il traduttore deve evitare di appiattirne il carattere facendo parlare tutti allo stesso modo, con l’assai diffuso linguaggio standardizzato.

La difficoltà principale nella traduzione del romanzo L’ultimo comunista di Matthias Frings, edito da Voland, è stata proprio il dover calibrare una serie di voci molto distinte tra loro, sommate a un ampio spettro di generi letterari (dalla narrativa postmoderna al testo teatrale in Blankverse, dalla canzonetta pop all’estratto del telegiornale della Repubblica Federale Tedesca) affrontati. Il libro narra le vicende di un gruppo di giovani artisti nella Berlino divisa dal Muro, uno in particolare, Ronald M. Schernikau, è considerato l’astro nascente della letteratura tedesca. Omosessuale e leninista, cresciuto all’Ovest da una madre convinta che la DDR fosse la metà migliore della Germania, vive in continua tensione verso l’Est. Ci arriverà solo a pochi mesi dalla caduta del Muro, quando lui stesso avrà i giorni contati. Le vicende dei giovani artisti si alternano a flashback sulla vita della madre di Schernikau, passaggi scritti in una prosa più lenta, rilassata, quasi elegiaca. I brani delle opere di Schernikau citati all’interno del romanzo sono invece di tutt’altra natura. Alternano linguaggio colloquiale e monologhi interiori, stili e contenuti delle fiabe, interviste, stralci di saggi. Il contrasto tra i tre piani narrativi è evidente, ma non costituisce un fattore negativo, bensì dà movimento e nuove prospettive alla narrazione.

La vita di Schernikau a Berlino viene descritta da Matthias Frings, amico del protagonista e anche lui scrittore alle prime armi. La sua è una voce molto peculiare, colta e raffinata, ma allo stesso tempo dotata di un’inconfondibile vena ironica.

Ho fatto molta fatica a scegliere un passaggio tra i tanti avvincenti di questo romanzo, ma senza dubbio il punto che ho tradotto con maggiore partecipazione è una scena d’amore di cui è protagonista proprio Matthias.

Non sono proprio digiuna di scene d’amore. In passato ho tradotto diversi testi ascrivibili al paranormal romance, filone che intreccia la letteratura per ragazzi con il romanzo rosa e il fantasy. Mai però ero riuscita a sentirmi tanto coinvolta in un dialogo che sfocia nell’inizio di una bellissima storia d’amore.

Indubbiamente la chiave di volta nella traduzione di una scena d’amore, al di là delle tecniche professionali e della conoscenza di entrambe le lingue e delle loro molteplici sfumature, è di riuscire comunque a divertirsi, a godere della storia come farà più tardi il lettore. Come o forse più di lui, perché il rapporto intenso e prolungato con il testo facilita la commozione, il batticuore, la scoperta di uno spunto, nella vicenda, che ci permetta di identificarci con i personaggi che descriviamo. Quanto più la scena sarà verosimile, tanto più semplice sarà l’immedesimazione.

La difficoltà principale nella traduzione di una scena d’amore ben scritta è senza dubbio legata al mantenimento della tensione erotica e sentimentale. Nel caso della traduzione verso l’italiano da lingue germaniche, questa difficoltà è aggravata dalla ripetitività che caratterizza le scene originali, in cui i verbi e gli aggettivi riferiti alla medesima azione o stato d’animo si ripresentano con una certa frequenza. Mi è capitato di riscrivere più volte certe scene d’amore, perché dettagli ed espressioni che funzionavano nell’originale rischiavano, se tradotti troppo fedelmente, di scivolare nel ridicolo. Penso per esempio a un’abbondanza di sospiri, sussurri, gemiti, carezze, fronti aggrottate, spalle alzate e rossori (maggiori dettagli qui).

Inoltre, la traduzione di una scena d’amore è complicata anche da alcune differenze sintattiche tra le lingue germaniche e quelle romanze. In inglese e tedesco le parti del corpo sono sempre usate in abbinamento agli aggettivi possessivi, per cui a volte se non si stravolgono le frasi si rischia una sovrabbondanza di “suo” e “sua”, o peggio ancora “di lui” o “di lei”. Per una volta il traduttore italiano ha fortuna. La nostra lingua, che per Calvino era una lingua “di gomma”, è strutturalmente più elastica dell’inglese, e soprattutto del tedesco, e ci autorizza quindi a rendere la frase originale in vari modi, senza alterarne il significato.

La scena de L’ultimo comunista che ho tradotto con il batticuore, dicevamo, è quella in cui Matthias scopre la sua attrazione, ricambiata, per una persona sposata e con una figlia. Una scena che, analogamente al resto del romanzo, non presenta nell’originale ripetizioni di sorta né stereotipi della rappresentazione, una scena che non mi ha spinto a compiere salti mortali per eliminare la terza mano di uno dei personaggi coinvolti o per specificare di chi fosse lo sguardo innamorato. La difficoltà stava tutta nella tensione erotica e sentimentale, che non doveva e non poteva essere interrotta per nessun motivo.

Lo scrittore è in piena agitazione pre-consegna, è nervoso, ma dalle sue parole trapelano i primi segnali di una passione sul punto di sbocciare. Matthias descrive infatti la sua vecchia macchina da scrivere che, quando picchia sui tasti, “schnurrte, “faceva le fusa”.

Mentre lima e rilegge il suo scritto, l’ospite suona alla porta e i coinquilini di Matthias, Uli e Matze, sono molto colpiti dalla sua bellezza e dal suo fascino. “Zwei mehr oder weniger erwachsene Männer, die sich aufführten wie hormongeschüttelte Teenies”, ovvero “due uomini più o meno adulti che si comportavano come teenager in preda agli ormoni.”

Matthias pertanto si ripromette di guardare meglio “das angebliche Weltwunder” “quella presunta meraviglia”. Poi afferma lapidario “Die beiden hatten recht”, “Dovetti dare loro ragione”.

Lo ha capito, finalmente. Fa per accendersi una sigaretta, ma l’oggetto del suo desiderio gli indica con gentilezza che ne ha già una accesa in mano.

È andato, definitivamente.

Iniziano a parlare di lavoro, sono due persone di teatro, il protagonista vorrebbe debuttare come regista e fa l’attore suo malgrado, l’ospite ha studiato drammaturgia. Ha appena conosciuto la scrittrice Erika Runge, al partito, e la sta aiutando con lo script di un lungometraggio.

Non potevamo farci mancare un filo di gelosia: “Na prima, dachte ich, du bist auf dem Weg, ein richtiges Kommunistenflittchen zu werden”. “Fantastico, pensai, sei sulla strada giusta per diventare una perfetta sgualdrina al servizio dei comunisti”.

Anche l’ospite inizia a mostrare un certo turbamento, tanto che Matthias scorge “die roten Flecken auf den exquisiten Wangenknochen” ovvero “le macchie rosse su quegli splendidi zigomi”.

La conversazione procede sul binario lavorativo e Matthias riceve una serie di complimenti per le sue ultime interpretazioni. Ma scopre che alla persona che ha davanti non è piaciuto solo come attore (intanto “die roten Flecken hatten sich zu einem Flächenbrand ausgeweitet” “le macchie rosse si erano estese a formare un incendio di vaste dimensioni”). “Es … ich … es ist so: Ich habe dich mehrmals gesehen, nicht nur auf der Bühne. Und ich habe mich in dich verliebt”. “È che… io ho… insomma: ti ho visto più volte, non solo a teatro”.

E gli dichiara il suo amore.

Ora è Matthias a essere imbarazzato, e per prendere tempo va a mettere su il caffè. Per dare ai due personaggi, e con loro al lettore, il tempo di riflettere sull’accaduto, e per non far calare allo stesso tempo la tensione erotica, il narratore qui inserisce un flashback sulla sua prima esperienza sessuale, al solito senza scendere in dettagli troppo intimi.

Appena il caffè è pronto, Matthias tira fuori una bottiglia di brandy e commenta “Sah so aus, als würden wir ihn brauchen können”, “mi pareva che ne avremmo avuto bisogno.”

Nel frattempo l’ospite ha messo un disco. I due parlano di musica e Matthias alza la bottiglia con il liquore. Dopo aver precisato di non bere molto, l’ospite si versa una doppia dose di brandy, ne butta giù un sorso, poggia la tazza sul pavimento e con fare solenne gli passa un dito sulla guancia.

Es ist gleich beim ersten Mal passiert. Ich habe dich in dem Molière-Stück gesehen und wusste sofort: Der ist es! Ich habe mich rettungslos verliebt. “È stato un colpo di fulmine. Ti ho visto recitare in quel pezzo di Molière e l’ho capito subito: è lui! Amore a prima vista.”

Mattias wurde eng ums Herz und weit “ebbe un tuffo al cuore”.

“Poi ti ho rivisto allo Schwarzes Café,” prosegue “una volta anche con Ronald. Ma non sapevo cosa fare.”

L’ospite lascia cadere la testa in avanti e chiude gli occhi. Michael gli prende il mento tra le mani e lo avvicina a sé.

Ecco, questa è la scena che mi ha così emozionato. Si conclude in questo modo, tralasciando ogni intimità. Ma io sono riuscita a immedesimarmi fino ad avere il batticuore e senza bisogno di sospiri, aggrottamenti di sopracciglia, spallucce e gemiti, e nonostante i protagonisti si chiamino Matthias e Michael e siano un giovane scrittore di successo e l’unico fotomodello comunista che la storia ricordi.

Ringraziamo Chiara Marmugi

Buon Natale e Buon Anno a tutti dalla redazione di SenzaZucchero.


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