25 Apr

Letteratura orizzontale: istruzioni per l’uso – di Paola Del Zoppo

libropianoinclinato

 

Istruzioni per l’uso: Letteratura orizzontale

di Paola Del Zoppo

La letteratura orizzontale è quella letteratura dei nostri giorni in cui nulla si solleva dal piano. È una letteratura che esiste da sempre, ma che adesso e da alcuni decenni ha le sue maggiori chance di successo. La letteratura orizzontale non è necessariamente letteratura di mass-market, anche se quella è la sua vocazione primaria: tale vocazione va sviluppata il più energicamente possibile per ottenere risultati significativi. La pubblicazione di letteratura orizzontale è altamente consigliata a tutti gli editori che vogliano stare al passo con il mercato e l’evoluzione dello stesso, ma soprattutto che vogliano stabilire un rapporto profondo e duraturo con il lettore.

Premessa: La letteratura orizzontale si può esprimere per comodità in una funzione che si collochi tutta nei reali, e non presenta asintoti verticali: un asintoto verticale esiste solo se ci sono dei candidati asintoti nel campo d’esistenza. La letteratura orizzontale è causa ed effetto dell’attaccamento al piano dei reali. La letteratura orizzontale spesso si sviluppa per quantità di pagine e non per profondità: f è derivabile e f’ (x) = 0, quindi f ha in x un punto stazionario (dove f ha la tangente parallela all’asse x).

Linee guida: L’editore che voglia accostarsi alla pubblicazione di questo genere di letteratura dovrà massimizzare le seguenti variabili:

  1. E [Egocentrismo]: la letteratura orizzontale non sperimenta, men che mai linguisticamente. Un linguaggio – appunto – piano, neutro, ne caratterizza ogni piega. Nella poesia, per sua natura “verticale”, l’orizzontalità è più complessa da raggiungere, e di solito lo scrittore-poeta si concentra su se stesso fino al punto da contrarre i testi all’orizzontalità.
    2.  A [Autocompiacimento] la letteratura orizzontale, come si intuisce dal punto 1. è una letteratura in cui lo scrittore è il centro del testo. Massimi risultati si ottengono se questa centralità rimane celata e non dichiarata da diciture quali “autobiografia” o “relazione di” o “pensieri su”.
    3.  P [Pruderie]: la letteratura orizzontale ammanta di significato eventi, relazioni, condizioni umane banali. Spesso le ammanta di eversività tramite la finta provocatorietà di tematiche che si coniugano con gli argomenti che insistono su quella pruderie in cui dalla fine dell’Ottocento in poi siamo immersi: tradimenti, sesso, maternità, sofferenze, sono tematiche care alla letteratura orizzontale. Bisogna però fare attenzione a non svilupparle mai nella loro complessità, mantenendo sempre una visione univoca e unilaterale di ogni sviluppo senza mai accentuare la complessità della realtà umana. È molto importante, al fine di attrarre e confortare anche il pubblico dei benpensanti, non forzare mai troppo gli argini del politically correct.
    4.  L [Lusinga]: la letteratura orizzontale, soprattutto ai massimi valori di E, A e P, lusinga il lettore nelle sue capacità, non mettendolo in crisi ma confortandolo nelle sue conoscenze e velleità.
    5.  G [Genere]: la letteratura orizzontale si giova delle definizioni di genere per collocare l’uno o l’altro testo a diversi valori di x.

Corollario al punto 5. Il genere è diventato, negli anni, non uno strumento di lettura ma uno strumento di scrittura. Il “genere” si insegna nelle scuole di scrittura. La voce dell’autore si subordina così al genere e non viceversa. Quando ciò accade, siamo di fronte a grandiosi capolavori di letteratura orizzontale.

  1. M [Morboso]:la letteratura orizzontale è morbosa.
  2. E [Ecosistema]: la letteratura orizzontale prolifera in tempi utili solo in un mondo letterario orizzontale. Case editrici orizzontali, che tengono la posizione ed evitano oscillazioni. Bisogna quindi impegnarsi a mantenere l’ecosistema e incoraggiare gli altri agenti dell’ecosistema a svilupparlo. Copertine orizzontali. Prefazioni o postfazioni orizzontali, ancor meglio se inutili. Critica letteraria e giornalismo culturale orizzontale.

Corollario al punto 7. Copertine e prefazioni possono servire, in casi estremi, a contenere slanci verticali che metterebbero in discussione la stabilità della funzione. Può essere molto utile, infatti, per rientrare nei canoni della letteratura orizzontale, associare a un libro verticale, un classico o un classico moderno, ad esempio, che rischi di spiazzare troppo il lettore, una prefazione di un autore mediocre ancorché conosciuto, o, in casi estremi, di cantanti o attori, o personaggi televisivi. Il lettore si sente confortato: la sua propensione all’orizzontalità è salva. La prefazione deve banalizzare il più possibile e possibilmente stabilire connessioni gratuite e superflue con la vita del prefatore o con le sue inclinazioni, meglio se condite di aneddotica. L’associazione tra prefatore e testo deve però essere labile e dettata da canoni riconoscibili tra i pilastri della letteratura orizzontale: avremo così prefazioni di “romanzi di letteratura femminile” assegnate a mediocri scrittrici di mass-market molto note al pubblico, o a personaggi del mondo dello spettacolo che rappresentino una femminilità “libera” e autonoma, un’ideale evoluzione dei personaggi protagonisti dei libri. Un buon esempio di operazione editoriale orizzontale potrebbe essere Emma di Jane Austen con prefazione di Paris Hilton, Persuasione si assegnerebbe con proprietà a Oprah Winfrey. Grande impatto hanno prefazioni e introduzioni di cantanti e musicisti. Stesso discorso per le copertine. Si immagini dunque un libro di letteratura a pericolosa tendenza verticale, che rischia di sfuggire alla categorizzazione di genere. È possibile, nella gran parte dei casi, soffocare gli slanci eccessivi di tale tipo di libri avvolgendoli in copertine patinate e ammiccanti. Per il Robinson Crusoe si prediligerà allora un Chris Hemsworth a torso nudo, per Lady Roxana, perché no, una seducente immagine sadomaso di Scarlett Johansson che ammicca sbucando da un sipario. Un altro tipo di copertina che ben si coniuga con la letteratura orizzontale è la copertina-specchio: immagine a tutta pagina di un volto che guarda il lettore o un luogo lontano e indefinito, producendo “immediata immedesimazione”, come molti esperti ricordano. Il critico letterario e la stampa culturale orizzontale che sappiano svolgere davvero il proprio lavoro si concentreranno con attenzione solo su questi elementi paratestuali, piuttosto che sul libro stesso – per evitare lo sconcerto nel lettore che lo allontanerebbe dall’opera – e prediligeranno la pubblicazione di estratti di prefazioni dei suddetti idoli e/o immagini di copertine a tutta pagina. L’editore deve incoraggiare questo trend.

  1.  S [Sciatteria]:termine abusato da un certo tipo di critica intellettuale, e dunque rigettato, è invece da rivalutare nell’ambito della produzione di buona letteratura orizzontale. Il lavoro della casa editrice non interessa affatto al lettore, che, come menzionato sopra, è più attratto da fattori confortanti come la confidenza con il prefatore o la riconoscibilità della copertina. Anzi, eventuali sviste, e soprattutto la percezione che l’editore è “uno come noi”, aiutano e incoraggiano il lettore nel suo rapporto con il libro. Dunque, è bene lasciare i testi a tratti male editati o male assemblati, puntando sulla tenerezza del fruitore.
    9. A [Assenza]: la letteratura orizzontale manca totalmente di fantasia. Tutte le situazioni descritte devono essere assimilabili al reale (vedi premessa). Un libro di letteratura rosa orizzontale deve essere talmente banalmente reale da sfiorare la funzione delle agenzie matrimoniali.
    10.  C [Canone]: la letteratura orizzontale ha un suo canone in antichi capolavori novecenteschi come Il gabbiano Jonathan Livingstone o Il Piccolo Principe o Siddharta. Volumetti a larga fruizione con ricette per ogni lettore. Utili anche e soprattutto per esercitare il citazionismo, di cui poi si nutrirà tanta altra letteratura orizzontale.

Corollario al punto 10: non è necessario che un libro nasca come letteratura orizzontale per diventare un classico della letteratura orizzontale. Può svilupparsi in tal senso, come già visto, tramite paratesti e confezione, talvolta tramite le dinamiche di ricezione. È bene che l’editore che si accosta a questo tipo di letteratura ne padroneggi il canone e ne tragga ispirazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *