28 Set

Hans Sahl e la Giornata Europea della Cultura Ebraica

sahl culturaIn occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica del 29 settembre pubblichiamo una anticipazione da Mi rifiuto di scrivere un necrologio per l’uomo di Hans Sahl nella traduzione di Nadia Centorbi, in uscita a gennaio 2104.

Hans Sahl (nato Hans Salomon a Dresda il 20 maggio 1902, morto a Tubinga il 27 aprile 1993) è stato un poeta, critico e romanziere tedesco. Come molti ebrei tedeschi fu costretto all’esilio a causa delle persecuzioni naziste, prima in Cecoslovacchia nel 1933, poi in Svizzera e in Francia. In segno di protesta contro l’esclusione di Leopold Schwarzschild dalla Schutzverband deutscher Schriftsteller im Exil, una associazione di protezione e soccorso degli scrittori tedeschi in esilio, fondò a Parigi nel 1937 la Bund Freie Presse und Literatur (BFPL), una federazione di scrittori, autori e giornalisti anistalinisti. A partire dal 1939 fu internato in diversi campi di concentramento in qualità di étranger ennemi come molti altri artisti e intellettuali tedeschi (Walter Benjamin, Max Ernst, ecc ). Nel 1940 fuggì a Marsiglia dove aiutò nel 1941 Varian Fry a sottrarre alla deportazione nazista numerosi professori, letterati, ed artisti, organizzandone la fuga verso gli Stati Uniti attraverso la Spagna e il Portogallo. Visse negli Stati Uniti fino al suo ritorno definitivo in Germania nel 1989. Di Hans Sahl la casa editrice Sellerio ha già pubblicato L’esilio nell’esilio, la biografia di una generazione di intellettuali, esiliati dalla Germania nazista e alla ricerca di libertà.

DIE LETZTEN
Wir sind die Letzten.
Fragt uns aus.
Wir sind zuständig.
Wir tragen den Zettelkasten
mit den Steckbriefen unserer Freunde
wie einen Bauchladen vor uns her.
Forschungsinstitute bewerben sich
um Wäscherechnungen Verschollener,
Museen bewahren die Stichworte unserer Agonie
wie Reliquien unter Glas auf.
Wir, die wir unsre Zeit vertrödelten,
aus begreiflichen Gründen,
sind zu Trödlern des Unbegreiflichen geworden.
Unser Schicksal steht unter Denkmalschutz.
Unser bester Kunde ist das
schlechte Gewissen der Nachwelt.
Greift zu, bedient euch.
Wir sind die Letzten.
Fragt uns aus.
Wir sind zuständig.
(1973)

GLI ULTIMI
Noi siamo gli ultimi.
Interrogateci.
Noi siamo competenti.
Noi portiamo in giro lo schedario
con le cartelle segnaletiche dei nostri amici
appeso al collo come la cassetta degli ambulanti.
Istituti di ricerca fanno domanda
per ottenere degli scomparsi gli scontrini della tintoria,
musei custodiscono le parole della nostra agonia
come reliquie sottovetro.
Noi, che sprecammo il nostro tempo
per motivi comprensibili,
siamo diventati i rigattieri dell’incomprensibile.
Il nostro destino è un monumento sotto tutela.
Il nostro cliente migliore
è la cattiva coscienza della posterità.
Prendete, servitevi.
Noi siamo gli ultimi.
Interrogateci.
Noi siamo competenti.
(1973)

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