14 Lug

Intervista a Gianmaria Finardi sulla traduzione di “Sul soffitto” di Éric Chevillard – di Damiano Latella

 

viva la vida

Martedì 14 Luglio del 1789 avveniva la Presa della Bastiglia che ci porta alla memoria la Rivoluzione francese.

Il passo successivo è pensare: quali sono, oggi, le rivoluzioni possibili? A noi piacciono quelle perpetrate con le idee, e con le parole. Le rivoluzioni silenziose, che pure hanno fatto tanto rumore. Decidere di trasferirsi sul soffitto è una di queste. Poi, il mondo, apparirà completamente diverso.

Gianmaria Finardi e Damiano Latella ci aiutano a entrare nel mondo di Sul soffitto di Éric Chevillard (Del Vecchio, 2015). 

Intervista sulla traduzione a Gianmaria Finardi (Sul soffitto di Éric Chevillard)

di Damiano Latella Read More

29 Feb

S’aggroviglia l’armonia – DANIEL SADA

scheletro

Sin dalla sua prima uscita nel dicembre 2013 (Quasi mai, Del Vecchio Editore, trad. di C.A. Montalto), Daniel Sada ha subito fatto parlare di sé per la sua levatura stilistica e il perturbante uso della parola.

Versato nella parola, come nucleo e materia, di Sada oggi proponiamo una poesia, inedita per il pubblico italiano che lo conosce come romanziere: Se enchueca la armonía, tratta dalla raccolta Aqui (Ed. FCE , 2007).

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S’aggroviglia l’armonia   (traduzione di Carlo Alberto Montalto)

Al lambire i vetri le maniere del vento

tracciano righe aggrovigliate. S’aggroviglia

l’armonia di un sibilo che chissà dove

si fermerà. Un groviglio fu la radice soggetta

a raffreddamento. Immagine che è nucleo

e materia che fugge al fine di ritorcersi

in aperta campagna.

                         Di ritorno i tratti verticali

                        sono trama raddrizzata.

                            Scrive brevi frasi la pioggia

sopra i vetri:

                                               lindore

                                               che

                                               s

                                               c

                                               i

                                               v

                                               o

                                               l

                                               a

                                                                    scrittura che inventa

                                                                               chissà cosa da altre radici. Read More

17 Feb

Un posto nell’utopia – di Abelardo Castillo

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Di cosa parliamo esattamente quando parliamo di letteratura ispanoamericana?

Questo mese, provano a spiegarcelo Abelardo Castillo, Daniel Sada e Roberto Arlt.

Oggi tocca ad Abelardo Castillo, di cui proponiano Ningun lugar, il discorso inaugurale che ha tenuto alla Fiera del Libro di Buenos Aires del 2004. La versione proposta è quella presente nel libro Desconsideraciones (Seix Barral, 2006).

Un posto nell’utopia

traduzione di Elisa Montanelli

Intorno al 1945 mi ritrovai fra le mani un libro per l’infanzia che si chiamava più o meno così: Nero su bianco: storia dei libri. Non ricordo l’autore perché da bambini quello che ci preoccupa è cosa succede dentro i libri, la storia che le loro pagine ci narrano, non l’uomo fortuito che li ha scritti. La cosa curiosa è che ricordo la casa editrice: si chiamava Calomino, aveva da qualche parte il logo di un uccello ed era di La Plata. Ricordo anche che il libro cominciava con il racconto di un apologo che in quasi sessant’anni non si è cancellato dalla mia memoria.Un uomo ingenuo o forse pazzo si era messo in testa di trovare, fra tutti i libri del mondo, il primo libro scritto da un uomo. Read More

22 Ott

L’INTERVISTA A ERIC CHEVILLARD

melonicecchidefPer festeggiare l’uscita de Sul soffitto (traduzione di Gianmaria Finardi), pubblichiamo oggi un’intervista esclusiva al suo autore, Eric Chevillard che sarà ospite del  Festival della narrativa francese/Festival de la fiction française – #FFF il 24 novembre a Venezia, il 25 a Roma e il 26 a Palermo.

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ERIC CHEVILLARD: L’AUTOFICTIF RISPONDE A DELLE DOMANDE.

Intervista rilasciata a Jean-Daniel Magnin. Pubblicata il 20/4/2012. Read More

22 Set

ANTEPRIMA / IL KARMA DEL PINOLO / LUIGI CECCHI

1438666958759-KARMACome promesso, ecco in anteprima un racconto della raccolta Il karma del pinolo di Luigi Cecchi (Del Vecchio Editore, 2015).

NASCITA DI UN EDIFICIO

di Luigi Cecchi

Le strade erano affollate, come se qualcuno avesse indetto un Carnevale all’improvviso. La marea delle famiglie solitamente inchiodate nelle case dal ripetersi della quotidianità, aveva deciso di riversarsi nelle strade, per riprendersi quel poco di incoscienza che spetta un po’ a tutti.

I meno impreparati avevano sollevato grossi cartelli sui quali erano stati fatti scivolare i colori sintetici di bombolette spray, segnando su legno, cartone o lenzuola di stoffa l’approvazione per quanto stava per accadere. Read More

07 Set

SECONDO NATURA / by BIGIO (LUIGI CECCHI)

SenzaZucchero è tornato riposato e frizzante dalle vacanze, proprio come la spuma del mare… da cui deriva anche la sua bellezza. Completamente nuovo, completamente diverso ma con sempre ferma e vivida la memoria di chi siete voi, i lettori. Rinnovarsi è dell’essere e noi non facciamo eccezione.

Il mese di settembre segue un percorso monografico e presenta ai lettori un autore di cui avrete sentito parlare e di cui sentirete parlare. Luigi Cecchi. Sceneggiatore di fumetti e disegnatore di comic strips, è noto al pubblico per il fumetto Drizzit (Shockdom), in cui fa parodia del genere fantasy costruendo un universo compatto in cui il nonsense svela continuamente la trappola insita in una silenziosa accettazione dei risvolti meschini del quotidiano. Diversi suoi racconti sono stati premiati e inseriti in antologie o pubblicati su riviste, tra cui «Nuova Prosa». Del Vecchio Editore, pubblica a settembre la raccolta di racconti Il karma del pinolo che sviluppa la raccolta Frammenti, che nel 2011 è stato segnalata al PREMIO CALVINO.

Domani verrà pubblicato il fumetto Secondo Natura, che Bigio/Luigi Cecchi ha scritto (in una performance di 24 ore) per il sito 24 ore Comics, cui seguiranno nelle prossime settimane un racconto in anteprima tratto da Il karma del pinolo e  un’intervista all’autore.

 

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08 Lug

UN’ESTATE CON COLETTE / 1

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UN’ESTATE CON COLETTE / parte prima

di Angelo Molica Franco e Chiara Carlino

Ripercorrere la vita di Sidonie-Gabrielle Colette e l’opera sempreverde che da essa attinge la propria linfa significa, innanzi tutto, raccontare l’evolversi d’una personalissima poetica del fiorire. Poiché l’esistenza di colei che rese celebre un patronimico divenuto nome fu, più che un impari e banale corpo a corpo con la morte, un’incessante lotta contro l’appassire dell’essere. Un parto non semplice, quello della piccola “Gabri”, che nacque “blu e muta, (…) soffocata per metà”, il 28 gennaio 1873, nella stanza priva di calore d’una casa di Saint-Sauveur-en-Puisaye, in Borgogna, manifestando da subito “una personale volontà di vivere e di vivere anche lungamente”.

È difficile non ravvisare in una simile tenacia il frutto d’una derivazione materna: Adèle-Eugénie-Sidonie Landoy (1835-1912), cresciuta nel milieu intellettuale bruxellese sotto la tutela dei fratelli giornalisti, era donna risoluta ed estremamente consapevole di se stessa, dotata d’un particolare naturismo e d’una visione del mondo assai poco convenzionale per l’epoca. Sposata con Jules Robineau-Duclos, ricco e alcolizzato proprietario terriero della Puisaye che le aveva dato due figli, la futura “Sido” aveva destato l’indignazione dei compaesani intrecciando una relazione clandestina con l’ex capitano degli zuavi Jules-Joseph Colette (1829-1905), approdato a Saint-Sauveur in qualità di percettore dopo aver perso “tutta la sua gamba sinistra” nella campagna d’Italia del 1859. Rimasta vedova, il 20 dicembre 1865 l’ex signora Robineau-Duclos aveva potuto infine regolarizzare il suo legame con il “Capitano”, diventando ufficialmente la signora Colette. È in seno a quest’affiatato ménage che “Gabri”, vezzeggiata ultimogenita, poté trascorrere la propria infanzia e sviluppare, grazie all’educazione materna, quel profondo sentimento della natura che, qualche anno più tardi, le avrebbe permesso di definirsi una “regina della terra”.

Saggio, saggio il mio giardino! Non dimenticare che dovrai nutrirmi… Ti voglio addobbare, ma di grazie dell’orto. Ti voglio infiorare tutto, ma non di quei teneri fiori che muoiono sotto un giorno d’estate crepitante di cavallette. Ti voglio verde, ma colmo di fieno e vegetazione inesorabile, di palme e cactus, di una desolazione da finta Africa monegasca. Che il corbezzolo si accenda accanto all’arancio, e che sia il tizzone di quella distesa di fuoco viola sulle mie muraglie: le buganvillee. E voglio che ai loro piedi la menta, il dragoncello e la salvia si ergano, alti abbastanza perché le mani penzolanti, sfregando i ramoscelli, facciano sprigionare profumi impazienti. Dragoncello, salvia, menta, santoreggia e pimpinella, che aprite a mezzogiorno i vostri fiori rosa per chiuderli tre ore più tardi, io vi amo certamente per quello che siete; ma non mancherò di richiedere la vostra presenza per l’insalata, per il cosciotto bollito, per la salsa piccante; io vi sfrutto. Read More

30 Mag

L’INEDITO / “Il campo da tennis” di Roberto Saporito

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Per salutare l’uscita di Come un film francese (Del Vecchio Editore) di Roberto Saporito, pubblichiamo oggi un suo racconto inedito: Il campo da tennis.

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Il Campo da Tennis

di Roberto Saporito

“Si parla sempre della tragedia di non ricordare.
Ma ricordare ha i suoi limiti.
Credimi, dimenticare fa bene.”
(Lorrie Moore)
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04 Dic

#ULTIME – NOVEMBRE14

ultimenewTorna #ULTIME, la rubrica di SenzaZucchero che racconta il mese appena trascorso in tweet! Rileggiamo il mese di Novembre14.

Ricordiamo a tutti i lettori di Del Vecchio Editore che, da oggi, ci trovate allo stand L22 alla fiera dell’editoria Più libri Più liberi, anzi a #Piùlibri14

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#ULTIME NOVEMBRE14 Read More

21 Nov

SENZAZUCCHERO OSPITA… FRANCO MARCOALDI

Oggi SenzaZucchero ospita Franco Marcoaldi, giornalista, scrittore e poeta italiano. Sulle pagine de la Repubblica ha realizzato un poderoso quadro impressionistico del bellissimo e poetico romanzo di Philippe Forest, Il gatto di Schrödinger.

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