29 Feb

S’aggroviglia l’armonia – DANIEL SADA

scheletro

Sin dalla sua prima uscita nel dicembre 2013 (Quasi mai, Del Vecchio Editore, trad. di C.A. Montalto), Daniel Sada ha subito fatto parlare di sé per la sua levatura stilistica e il perturbante uso della parola.

Versato nella parola, come nucleo e materia, di Sada oggi proponiamo una poesia, inedita per il pubblico italiano che lo conosce come romanziere: Se enchueca la armonía, tratta dalla raccolta Aqui (Ed. FCE , 2007).

***

S’aggroviglia l’armonia   (traduzione di Carlo Alberto Montalto)

Al lambire i vetri le maniere del vento

tracciano righe aggrovigliate. S’aggroviglia

l’armonia di un sibilo che chissà dove

si fermerà. Un groviglio fu la radice soggetta

a raffreddamento. Immagine che è nucleo

e materia che fugge al fine di ritorcersi

in aperta campagna.

                         Di ritorno i tratti verticali

                        sono trama raddrizzata.

                            Scrive brevi frasi la pioggia

sopra i vetri:

                                               lindore

                                               che

                                               s

                                               c

                                               i

                                               v

                                               o

                                               l

                                               a

                                                                    scrittura che inventa

                                                                               chissà cosa da altre radici. Read More

17 Feb

Un posto nell’utopia – di Abelardo Castillo

scheletro
Di cosa parliamo esattamente quando parliamo di letteratura ispanoamericana?

Questo mese, provano a spiegarcelo Abelardo Castillo, Daniel Sada e Roberto Arlt.

Oggi tocca ad Abelardo Castillo, di cui proponiano Ningun lugar, il discorso inaugurale che ha tenuto alla Fiera del Libro di Buenos Aires del 2004. La versione proposta è quella presente nel libro Desconsideraciones (Seix Barral, 2006).

Un posto nell’utopia

traduzione di Elisa Montanelli

Intorno al 1945 mi ritrovai fra le mani un libro per l’infanzia che si chiamava più o meno così: Nero su bianco: storia dei libri. Non ricordo l’autore perché da bambini quello che ci preoccupa è cosa succede dentro i libri, la storia che le loro pagine ci narrano, non l’uomo fortuito che li ha scritti. La cosa curiosa è che ricordo la casa editrice: si chiamava Calomino, aveva da qualche parte il logo di un uccello ed era di La Plata. Ricordo anche che il libro cominciava con il racconto di un apologo che in quasi sessant’anni non si è cancellato dalla mia memoria.Un uomo ingenuo o forse pazzo si era messo in testa di trovare, fra tutti i libri del mondo, il primo libro scritto da un uomo. Read More