22 Dic

Fratelli Grimm – le fiabe di T. Rammstedt e L. Seiler

Nel bicentenario della nascita delle fiabe dei fratelli Jacob Ludwig Karl Grimm e Wilhelm Karl Grimm, che fondamentale importanza hanno avuto nello sviluppo dell’immaginario infantile dell’umanità, pubblichiamo le due fiabe rivisitate da due autori tedeschi che Del Vecchio editore ha portato in Italia: La saggia Elsa riscritta da Tilman Rammstedt e L’ultimo re di Magonza rivisitata da Lutz Seiler.
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20 Dic

Lutz Seiler – nel latino dei campi – Nota di lettura di Anna Maria Curci

Marginalia: Ogni settimana una “lettura” di poesia da un nostro volume a cura di poeti, traduttori di poesia, lettori illustri. Il primo ciclo è dedicato alle poesie dell’antologia La domenica pensavo a Dio, di Lutz Seiler. Ringraziamo Anna Maria Curci per questa attenta lettura.

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19 Dic

L’ora più crudele – Nicola Verde – Dalle 21 alle 22

Pubblichiamo il bel racconto di Nicola Verde, L’ora più crudele, uno dei testi dell’antologia Nel cuore della notte, a cura di Katharina Schmidt, uscita nel 2011. L’antologia racconta un’intera notte, dalle 21 alle 6 del mattino, cominciando con il racconto di Nicola Verde di seguito presentato, per continuare in sequenza con Gianmaria Testa, Bruno Morchio, Grazia Verasani, Andrea Ballarini, Lidia Ravera, Gianluca Morozzi, Sandra Petrignani e per finire dalle 05.00 alle 06.00 con Caterina Bonvicini.

Nicola Verde, nato a Roma nel 1951, ha pubblicato con Flaccovio (Sa morte secada, 2004, semifinalista al PREMIO SCERBANENCO; Un’altra verità, 2007, PREMIO QUALITÀ EDITORI INDIPENDENTI) e con Hobby & Work (Le segrete vie del maestrale, 2008 e La sconosciuta del lago, 2012). Suoi lavori sono comparsi su numerosissime riviste e antologie (Supergiallo Mondadori; Hobby & Work; Perdisa; Flaccovio; Robin). Ama descrivere i suoi romanzi come “noir antropologici”.

 

DALLE 21.00 ALLE 22.00

Dalle nove alle dieci, anzi, meglio: dalle ventuno alle ventidue.

Un’ora il cui lucore va spegnendosi lentamente come una morte per vecchiaia; come uno smorzarsi pigro della candela senza più sego. Nessuna accelerazione; nessun balzo in avanti. Un affondo lungo nella notte.

Ma non era così per Fosco De Maria.

Per lui era l’accelerazione e il balzo. Il fuoco stesso della vita.

Anche se qualcuno gli aveva detto, invece, che era la bolla dentro cui s’era rintanato.

Filosofia che non capiva!

Tese un orecchio ad ascoltare: di là lei mugolava. O forse piangeva, chissà. Ma non si mosse. Guardò l’ora: tutto si svolgeva nelle condizioni e nei tempi che aveva stabilito. Read More

16 Dic

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13 Dic

Lutz Seiler – ogni luogo tiene chiuso il suo posto – Lettura di Viviana Scarinci

Inauguriamo la rubrica Marginalia. Ogni settimana una “lettura” di poesia da un nostro volume a cura di poeti, traduttori di poesia, lettori illustri. Il primo ciclo è dedicato alle poesie dell’antologia La domenica pensavo a Dio, di Lutz Seiler. Ringraziamo Viviana Scarinci per questa intensa lettura.

Viviana Scarinci è nata a Roma nel 1973. Ha vinto diversi premi letterari tra cui la sezione Scrivere i Colori del Premio Grinzane Cavour. Le sue poesie e prose sono state pubblicate tra l’altro su Nuovi Argomenti, Atelier, Gradiva, il Segnale. Read More

10 Dic

“Sur le Niger” – Un altro sguardo sul Mali di Konatè


Pubblichiamo sul nostro blog, per gentile concessione di Valerio Corzani, il suo articolo sul festival “Sur le Niger” – Cultures en resistence pour la paix et la reconciliation nationale – già apparso su Il Manifesto il 25 febbraio 2012.

Valerio Corzani è autore e conduttore radiofonico, giornalista e musicista. Scrive di musica e viaggi per Il Manifesto, Alias, XL, Slowfood, Il giornale della Musica e molti altri magazine. Collabora dalla metà degli anni ’80 con RadioRai. Attualmente è uno dei conduttori e autori di “Alza il volume”, ideatore e redattore di “Sei Gradi” e “File Urbani”, consulente musicale di “Pagina3”, “Ad alta voce”, “Passioni”, “Tre Soldi”, “Fahrenheit”, “Wikiradio”..tutte trasmissioni di Radio3. E’ stato il bassista delle prime stagioni dei Mau Mau, il co-leader dei Mazapegul, il produttore e l’autore testi dei Daunbailò e oggi porta in giro il progetto elettronico Corzani Airlines e suona con Gli Ex .

Segou. C’è un gran via vai di piroghe sul fiume Niger. Il corso d’acqua più importante dell’Africa Occidentale attraversa il Mali da parte a parte con la sua forza benefica, paciosa, tranquilla e irreversibile. “L’acqua non conosce re” recita un proverbio bambara, Read More

06 Dic

Moussa Konaté, L’impronta della volpe. Un’indagine dell’altro sull’altro.

In L’impronta della Volpe Konatè disloca anche i due detective, che si trovano ad agire a loro volta in un contesto sconosciuto e in un certo senso ostile. L’indagine è un’indagine dell’altro sull’altro, in un gioco di specchi e rifrazioni che evidenzia come non sia possibile parlare di centro, di margine, di culture “presenti” e “altre”.

I primi tratti del genere del romanzo a enigma sono riconoscibili nelle opere di Wilkie Collins, ma il genere guadagnò i contorni definitivi con i racconti di Edgar Allan Poe e Arthur Conan Doyle alla fine dell’Ottocento. Si tratta di una tipologia di romanzo ben definita in cui l’accento della narrazione cade sulla risoluzione dell’enigma generato dal crimine, risoluzione che porterà automaticamente alla cattura del colpevole, come lo definì Bertolt Brecht: «Metà cruciverba e metà partita di scacchi». Il genere si presta a profonde rielaborazioni e già negli anni Trenta del Novecento, in Europa, si assiste ad una graduale mutazione del romanzo a enigma, avvertito da diversi autori come superato. È già da allora che alcuni scrittori si appropriano dei tratti distintivi del genere per rappresentare la complessa realtà del periodo, e plasmano personaggi a tutto tondo, detective che non sono più «vecchie volpi», stravaganti macchiette strumenti di una ratio che fa anche da garante al limitato cosmo fittizio dei romanzi, ma personaggi realistici. Read More

06 Dic

ricordando Paolo Zanotti

ieri, 5 dicembre, è morto Paolo Zanotti.

(non ci sono maiuscole in un questo post – ad eccezione dell’autore e dell’estratto – perché penso che nessun’altra parola meriti una maiuscola, oggi)

autore sensibile e persona straordinaria. non c’è in calce al post una sua biografia perché non sono le date in quei 40 anni a essere importanti.

abbiamo avuto la fortuna di avere parole scritte, parole che vincono il tempo, la morte, il corpo e la memoria.

voglio offrire in omaggio alla vita – alla vita sempre, vi prego – e al talento letterario di Paolo, l’incipit di “Bambini bonsai”, (ed. ponte alle grazie, 2010) ripreso dalla copia nella mia libreria, adesso accanto a me, qui, a rileggerlo, con levità.
già qui, come in tutto, si percepisce l’elegante, sensibile, dolce, carnale, claudicante, generoso, emotivo, instabile, sinuoso, sensuale battito d’ali della sua scrittura.
grazie…

“Sofia, so che ormai è tardi. È finita l’infanzia, sono passate le tempeste. Eppure mi sorprendo sempre a tornare a quegli anni, testardo come un’ape che batte i campi verso l’arnia lontana e insieme soffocato da uno di quei sensi di colpa enormi, completi come mondi, che si possono provare solo da bambini.
È tardi, ma vorrei comunque provare a spiegarti quel che è successo allora, quando il cielo era diverso, allora, quando, almeno per un istante, abbiamo avuto la fortuna di abitare lo stesso tempo, di vivere la stessa pioggia. Tu nella tua gabbia protetta, io disperso nei vicoli inondati, confuso tra i fantasmi ma bene attento a raccogliere tutti i segnali che mi lanciavi dal tuo sonno: un giocattolo, un disegno, la carta di una merendina o anche solo un pianto registrato.
Per decifrarli ci voleva una gran pratica della lingua disarticolata dell’infanzia. Ti racconterò i tempi della pioggia, a te che li hai conosciuti solo a stento, nella tua infanzia intermittente di bambina prigioniera. Evocherò per te l’attimo sospeso in cui, dopo mesi e mesi di calura rognosa, apocalittica, omicida, l’afa raggiungeva il suo picco, il tempo era immobile, il corpo si scioglieva: il big bang era vicino, lo si poteva toccare.”