14 lug

Intervista a Gianmaria Finardi sulla traduzione di “Sul soffitto” di Éric Chevillard – di Damiano Latella

 

viva la vida

Martedì 14 Luglio del 1789 avveniva la Presa della Bastiglia che ci porta alla memoria la Rivoluzione francese.

Il passo successivo è pensare: quali sono, oggi, le rivoluzioni possibili? A noi piacciono quelle perpetrate con le idee, e con le parole. Le rivoluzioni silenziose, che pure hanno fatto tanto rumore. Decidere di trasferirsi sul soffitto è una di queste. Poi, il mondo, apparirà completamente diverso.

Gianmaria Finardi e Damiano Latella ci aiutano a entrare nel mondo di Sul soffitto di Éric Chevillard (Del Vecchio, 2015). 

Intervista sulla traduzione a Gianmaria Finardi (Sul soffitto di Éric Chevillard)

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24 giu

Un italiano a Buenos Aires

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Oggi su SenzaZucchero uno speciale approfondimento in esclusiva per i nostri lettori.

Qui di seguito, la traduzione dell’interessante reportage apparso sul quotidiano “La Nación” sulla Semana de Editores, scritto da Fabiana Scherer (tradotto per noi da C.A. Montalto che vi ha partecipato come traduttore ospite).

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Un’occasione, la Semana de Editores, per entrare in contatto con il panorama editoriale argentino e creare una rete di contatti con realtà editoriali di tutto il mondo. Un’esperienza utile, formativa e affascinante, che mi ha permesso di scoprire da vicino un universo dapprima amato a distanza” (C.A.M.)

Dal quotidiano argentino “La Nación” del 12 giugno 2016.

A caccia del talento letterario argentino

Come lavorano e che cosa cercano gli scout delle case editrici straniere, che aguzzano il fiuto per rintracciare materiale originale e ardito, e chi sono oggi gli scrittori argentini più osservati per essere tradotti e pubblicati nel mondo. Read More

26 mag

“Il confine e il futuro” – di Gianni Montieri – MAGGIO DI POESIA / 3

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Oggi Gianni Montieri legge per noi Miroslav Košuta: La ragazza dal fiore pervinca, Del Vecchio editore, 2015 – traduzione di Tatjana Rojc. 

Il confine e il futuro

Gianni Montieri

Miroslav Košuta nell’introduzione a La ragazza dal fiore pervinca, dice alcune cose molto interessanti sulla sua poetica senza quasi mai citare la propria poesia. Racconta di sé, della terra e del tempo in cui è nato, di come è cresciuto e di come poi ha vissuto. Sì, certo, ha scritto bellissime poesie, ma per lui si tratta di qualcosa che è capitato in mezzo a tutto quel sopravvivere prima e vivere poi. Read More

12 mag

«She had it all»: Note sulla Morte di Mary Doyle di Michael D. Higgins – di Fabio Pedone – MAGGIO DI POESIA / 2

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Abbinata all’iniziativa ADOTTA UNA POESIA, oggi riproponiamo Fabio Pedone che legge Michael D. Higgins (Il tradimento e altre poesie, cura e traduzione di Enrico Terrinoni, Del Vecchio Editore). La sua originale riflessione offre la parola poetica a una luce più calda, di spessore umano.

«She had it all»: Note sulla Morte di Mary Doyle di Michael D. Higgins

di Fabio Pedone 

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Mentre mi lasciavo alle spalle St Stephen’s Green e mi avvicinavo a Fitzwilliam Square, in una sera dublinese normalmente piovosa del novembre scorso, ero curioso di sentire come il presidente d’Irlanda Michael D. Higgins avrebbe letto le sue poesie davanti al pubblico riunito all’Istituto Italiano di Cultura.

Sapevo già che mi sarei trovato di fronte una persona dall’impegno intransigente e di estremo carisma emotivo: un vecchio socialista che ne aveva viste tante ed era arrivato a vincere le elezioni presidenziali del 2011 con un consenso senza precedenti; ma anche un poeta molto noto già da tempo, quando ancora non era assurto all’alta carica che ricopre oggi.

Un poeta a tutta prima così narrativo, così orientato sui contenuti da trasmettere lasciando in secondo piano le strutture formali («I just hope that the message gets through», ha detto una volta al suo traduttore Enrico Terrinoni) nonché, ciò che più conta, strenuo avversario di qualunque cedimento all’estetismo in poesia, nel momento in cui ha dato voce ai propri versi nella serata a lui dedicata ha rivelato invece qualcosa di sorprendente: una cadenza insospettata, un’intensità non enfatica che ha fatto breccia in tutti quelli che erano là ad assistere. Read More

05 mag

Più scettica di Brecht, più fiduciosa di Benn: Hilde Domin – di Anna Maria Curci – MAGGIO DI POESIA / 1

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Di concerto all’iniziativa “ADOTTA UNA POESIA” lanciata da Del Vecchio Editore per il Salone internazionale del libro di Torino 2016, SenzaZucchero per tutto il mese di maggio anticipa le sfilate della settimana della moda e si veste di POESIA.

Oggi Anna Maria Curci commenta per noi Hilde Domin, Il coltello che ricorda. A cura di Paola Del Zoppo, Del Vecchio Editore 2016*.

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Più scettica di Brecht, più fiduciosa di Benn: Hilde Domin

di Anna Maria Curci 

Il coltello che ricorda di Hilde Domin è il terzo volume di un ampio progetto, che si propone di pubblicare la produzione lirica e saggistica dell’autrice tedesca, ideato e coordinato da Paola del Zoppo, cofinanziato dalla Kunststiftung Nordrhein Westfalen e accolto dalla casa editrice Del Vecchio, che già nel 2011, grazie alla segnalazione di Ondina Granato, aveva pubblicato Con l’avallo delle nuvole. Poesie scelte, di Hilde Domin. Dopo i due volumi dedicati al progetto Alla fine è la parola/Am Ende ist das Wort (2012) e Lettera su un altro continente (2014), arriva il terzo, Il coltello che ricorda. Anche in questo caso l’edizione italiana fa riferimento a quella del 2009, pubblicata da Fischer curata da Nikola Herweg e Melanie Reinold, Sämtliche Gedichte.  Il coltello che ricorda raccoglie una parte delle poesie che Hilde Domin stessa aveva scelto per un’inusuale e fervida auto-antologia, Gesammelte Gedichte (Poesie in raccolta), del 1987, così come le liriche raccolte nel volume Der Baum blüht trotzdem /Eppure l’albero fiorisce), del 1999, alcune poesie non apparse precedentemente in antologie e poesie dal lascito. Dopo l’ampia introduzione di Paola Del Zoppo, che porta il titolo La pelle del pianeta e che collega la scelta delle liriche qui raccolte con l’attività della scrittrice come saggista, docente di poetica e curatrice di antologie di autori a lei coevi, il volume contiene tre testi in prosa nei quali chi legge sente vibrare la voce di Hilde Domin: Vita come Odissea linguistica, insieme resoconto autobiografico, testimonianza e atto di impegno, Fermare tempo e scopo – Le fasi della poesia tedesca del dopoguerra viste dal Paese e da chi vi ritorno, la prima delle lezioni tenute nell’anno accademico 1987-1988 a Francoforte, e Libertà nella scrittura, un’intervista a Hilde Domin. I prime due testi in prosa appaiono nella traduzione di Paola Del Zoppo, il terzo in quella di Valentina Carmela Alù).

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25 apr

Letteratura orizzontale: istruzioni per l’uso – di Paola Del Zoppo

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Istruzioni per l’uso: Letteratura orizzontale

di Paola Del Zoppo

La letteratura orizzontale è quella letteratura dei nostri giorni in cui nulla si solleva dal piano. È una letteratura che esiste da sempre, ma che adesso e da alcuni decenni ha le sue maggiori chance di successo. La letteratura orizzontale non è necessariamente letteratura di mass-market, anche se quella è la sua vocazione primaria: tale vocazione va sviluppata il più energicamente possibile per ottenere risultati significativi. La pubblicazione di letteratura orizzontale è altamente consigliata a tutti gli editori che vogliano stare al passo con il mercato e l’evoluzione dello stesso, ma soprattutto che vogliano stabilire un rapporto profondo e duraturo con il lettore.

Premessa: La letteratura orizzontale si può esprimere per comodità in una funzione che si collochi tutta nei reali, e non presenta asintoti verticali: un asintoto verticale esiste solo se ci sono dei candidati asintoti nel campo d’esistenza. La letteratura orizzontale è causa ed effetto dell’attaccamento al piano dei reali. La letteratura orizzontale spesso si sviluppa per quantità di pagine e non per profondità: f è derivabile e f’ (x) = 0, quindi f ha in x un punto stazionario (dove f ha la tangente parallela all’asse x). Read More

16 apr

Per un “lessico del Tarmigiano” – di Pietro Del Vecchio

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A grande richiesta dei nostri lettori, tornano gli approfondimenti sul mondo dell’editoria.

Oggi riproponiamo “Il lessico del tarmigiano” di Pietro Del Vecchio.

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Il lessico del tarmigiano
di Pietro Del Vecchio

Riflessioni sparse per un finale unico. L’editoria è senza dubbio una pratica artigianale perché la produzione di un libro ha sempre alle spalle un processo artigianale di selezione, acquisizione dei diritti di edizione, eventuale traduzione, impaginazione, stampa, distribuzione eccetera.

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02 apr

Le Palle di Eulero, ovvero l’insiemistica del voto

leviathanMONDAZZOLILe palle di Eulero, ovvero l’insiemistica del voto

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La prima testimonianza dell’uso dei «cerchi di Eulero» risale a una sua opera di divulgazione scientifica: Lettere a una principessa tedesca. Si tratta di 234 lettere scritte, tra il 1768 e il 1772, alla figlia del marchese di Brandeburgo. Eulero era stato incaricato dell’educazione della fanciulla, così egli utilizzò i suoi «cerchi» per spiegarle come si fa a ragionare. Eulero, dunque, rappresenta alcune affermazioni mediante cerchi e le relazioni tra le affermazioni risultano a loro volta rappresentate dalla posizione reciproca dei cerchi: il rapporto di veridicità è, così, assoluto.

Eulero, allora, indisse subito una conferenza stampa per comunicare ai giornalisti e ai professori del tempo la sua scoperta. Tra loro, uno più astuto, gli chiese:

– Mi scusi professor Eulero, ma con codesti suoi cerchi bisogna profferire sempre la Verità? giusto?

Ed Eulero rispose:

– Non sempre, ma nel qual caso non si chiamano cerchi, ma palle. 

A proposito dei cerchi di Eulero, nei giorni scorsi si è conclusa la lodevole campagna di Modus Legendi, tesa a far balzare nelle classifiche di vendita un libro di un editore indipendente. Come abbiamo scritto su Facebook, “abbiamo appoggiato con entusiasmo sin da principio l’iniziativa e i promotori di Modus Legendi, convinti che fosse uno strumento creativo, utile e coinvolgente per promuovere l’editoria di progetto e dare ai lettori la possibilità concreta di incidere sui meccanismi del mercato librario italiano, spesso governati da dinamiche che poco hanno a che fare con la mera qualità della proposta editoriale.” E al lancio dell’iniziativa, siamo stati piacevolmente stupiti di figurare all’interno di una cinquina di libri così diversi tra loro, pubblicati in periodi diversi, e che mettono in comunicazione lettori diversi e diverse istanze letterarie.

Quello che possiamo dire sull’andamento delle cose è che la votazione è stata bloccata all’improvviso, che la mattina del 30 siamo stati avvisati della probabile presenza di un “votante automatico” perché i voti per il nostro libro salivano eccessivamente. Purtroppo è vero che le votazioni sono state bloccate senza adeguati controlli preliminari rispetto a questo “sabotaggio”.  Ciò che si evince dalla pagina di Modus Legendi è che sono state riscontrate delle anomalie nella crescita dei votanti in concomitanza con l’avvicinamento della scadenza dei termini. Sulla pagina FB dell’iniziativa, alcuni lettori votanti si sono lamentati della sostanziale irregolarità della cosa e del fatto che i loro voti non sono stati conteggiati, ma non è stato possibile portare avanti una discussione.

Intanto su alcuni siti si protesta per una presunta manipolazione delle votazioni. L’epilogo della votazione, con la decisione di annullare i voti espressi nelle giornate del 30 e del 31, come abbiamo scritto e già affermato per altri canali, “non può – proprio per questo – non lasciarci molto perplessi nel merito e nel metodo.” Le anomalie statistiche alterano le medie, ma non i risultati di una votazione. “Se si è trattato di broglio digitale (o sabotaggio, aggiungiamo qui), – come da più parti è stato avallato, “crediamo sarebbe stato più corretto – e indubbiamente più efficace ai fini della valutazione della regolarità delle operazioni – tutelare i tanti lettori che onestamente hanno partecipato al voto, esaminando i voti contestati uno per uno, con rigore e tempi adeguati – e non a campione come pare sia stato fatto – e riportando pubblicamente i risultati del censimento. Si sarebbe raggiunto un duplice obiettivo: quello, appunto, di tutelare i moltissimi lettori che hanno espresso correttamente la propria preferenza e al contempo tutelare la casa editrice dalle spiacevoli illazioni o associazioni che purtroppo inevitabilmente sono circolate e circoleranno nei giorni a venire. Da questo punto di vista, a nostro giudizio si è persa una grande occasione.”

Ci rivolgiamo a tutti coloro che ci hanno espresso perplessità per l’agire di Modus Legendi: Capiamo e ringraziamo chi dice che Del Vecchio Editore, tra i protagonisti della vicenda, si sia vista così sfilare dalle mani la possibilità di entrare in classifica con un libro, ma crediamo che questo valga anche per gli altri partecipanti. Siamo molto dispiaciuti dall’aver visto la nostra immagine pubblica vacillare di fronte alle velate o palesi accuse di slealtà. A noi l’iniziativa è piaciuta e speriamo che queste ombre non pregiudichino la sua validità e la possibilità di avere altre iniziative del genere.

Ci preme comunque prendere energicamente le distanze da qualsiasi irregolarità si sia verificata il 30 e il 31, sulla quale in assenza di dati e verifiche non abbiamo potuto verificare alcunché (i dati pubblicati danno conto solo dell’incremento dei voti), ma della quale ovviamente non siamo responsabili, e ci rivolgiamo ai numerosi lettori che hanno scritto – non solo su FB – e anche a chi è amareggiato, a chi si era entusiasmato per i testa a testa negli ultimi giorni, dal 29 marzo in poi.

Preso atto che in un post FB di Modus Legendi si legge che le decisioni stavano ai lettori di Billy, cosa che non era stato possibile capire all’inizio (anche perché noi siamo entrati a far parte del gruppo di Billy solo nell’ultimissima fase) è ovvio che quindi tali decisioni vanno rispettate. Vi assicuriamo che abbiamo provato a spiegare sia ai lettori di Billy che in altri modi, anche sollecitati dalle vostre mail e dei vostri messaggi, che molti dei vostri voti, chiudendo la votazione in anticipo non sarebbero stati conteggiati, ma non sta a noi discutere la decisione di un gruppo di lettura, né decretare “vincitore” di un sondaggio interno al gruppo di lettura un libro in particolare. Invitata a partecipare alla discussione, e poi interpellata non sempre con cortesia, la nostra direttrice editoriale ha fatto da portavoce alle vostre perplessità nel miglior modo possibile, ma come può capitare, l’appello e il richiamo al metodo veniva ovviamente letto da alcuni – nonostante la chiarezza e la pacatezza – come interventi a favore del “nostro” libro: sono i limiti della comunicazione su FB e in gruppi chiusi, dove si risponde a chi non si conosce di persona. Sappiamo molto bene che avete votato davvero in tanti e che molti voi avevano fatto impennare le quotazioni di Chevillard, e ci scusiamo con chi ci ha espresso il proprio disagio per i controlli sui voti. Alcune spiegazioni sono già presenti sul gruppo di FB pubblico Modus Legendi, che tutti possono visitare. Ci dispiace che un incremento dei voti abbia fatto pensare a delle anomalie, e siamo anche noi dispiaciuti se in qualche modo chi non ci conosce abbia potuto pensare che ci fosse della slealtà nel nostro agire. Crediamo che non sia in quella direzione che vadano i post di spiegazione di Modus Legendi, nella buona fede degli organizzatori. Chi ci conosce, di persona e come casa editrice, sa che la lealtà e il fervore per l’etica, nei modi e nei fatti è proprio una delle nostre tensioni principali. Ci dispiace anche e ci scusiamo qui pubblicamente con chi aveva seguito il sondaggio solo dall’esterno del gruppo di lettura (come noi fino al 30) e vedendo la chiusura delle votazioni ha condiviso su FB la “vittoria” del libro di Chevillard – che non risulta reale. Grazie per l’entusiasmo e la passione che avete dimostrato.

Lungi da noi, al di là della specifica vicenda, infine, togliere del potere di scelta o parola ai lettori. Siete il nostro interlocutore diretto e i nostri veri “amici” di lettura. Non è una votazione di un gruppo di lettura che vi toglie potere, perché come ripetiamo da quasi dieci anni il potere che avete, è quello della cultura, del dialogo sui libri, dell’amore per un testo, e magari per tutti e cinque i testi del sondaggio e, speriamo, per tutti i nostri libri. In particolare ci rivolgiamo ai più giovani di voi che ci dicono di aver portato l’iniziativa a scuola. BENISSIMO! Leggete comunque uno dei testi in cinquina, se davvero vi ha incuriosito, leggeteli tutti, leggete il nostro, che a giovani e adulti può dire tante cose: rovesciamo il mondo, vediamo le cose almeno da un altro punto di vista! E state tranquilli, sappiamo che in Italia le classifiche contano tanto e sarà bello, se accadrà, vedere un libro di una casa editrice indipendente in classifica. Ma anche il vostro voto e la vostra opinione contano, che ci siano o no in classifica, noi ci crediamo, ci abbiamo sempre creduto e chi legge i nostri libri sa che ogni giorno, con o senza classifiche, facciamo di tutto per raggiungervi e accompagnarvi con un nostro testo. Ci fa piacere che l’iniziativa abbia avuto questo gran successo, e ci piacerebbe che se ne facessero altre mille, e ci piacerebbe che i lettori, tutti i lettori, afferrassero come avete fatto voi la possibilità di cambiare delle cose, non per vincere, ma per agire concretamente e politicamente.

La casa editrice Del Vecchio Editore

29 feb

S’aggroviglia l’armonia – DANIEL SADA

scheletro

Sin dalla sua prima uscita nel dicembre 2013 (Quasi mai, Del Vecchio Editore, trad. di C.A. Montalto), Daniel Sada ha subito fatto parlare di sé per la sua levatura stilistica e il perturbante uso della parola.

Versato nella parola, come nucleo e materia, di Sada oggi proponiamo una poesia, inedita per il pubblico italiano che lo conosce come romanziere: Se enchueca la armonía, tratta dalla raccolta Aqui (Ed. FCE , 2007).

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S’aggroviglia l’armonia   (traduzione di Carlo Alberto Montalto)

Al lambire i vetri le maniere del vento

tracciano righe aggrovigliate. S’aggroviglia

l’armonia di un sibilo che chissà dove

si fermerà. Un groviglio fu la radice soggetta

a raffreddamento. Immagine che è nucleo

e materia che fugge al fine di ritorcersi

in aperta campagna.

                         Di ritorno i tratti verticali

                        sono trama raddrizzata.

                            Scrive brevi frasi la pioggia

sopra i vetri:

                                               lindore

                                               che

                                               s

                                               c

                                               i

                                               v

                                               o

                                               l

                                               a

                                                                    scrittura che inventa

                                                                               chissà cosa da altre radici. Read More

17 feb

Un posto nell’utopia – di Abelardo Castillo

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Di cosa parliamo esattamente quando parliamo di letteratura ispanoamericana?

Questo mese, provano a spiegarcelo Abelardo Castillo, Daniel Sada e Roberto Arlt.

Oggi tocca ad Abelardo Castillo, di cui proponiano Ningun lugar, il discorso inaugurale che ha tenuto alla Fiera del Libro di Buenos Aires del 2004. La versione proposta è quella presente nel libro Desconsideraciones (Seix Barral, 2006).

Un posto nell’utopia

traduzione di Elisa Montanelli

Intorno al 1945 mi ritrovai fra le mani un libro per l’infanzia che si chiamava più o meno così: Nero su bianco: storia dei libri. Non ricordo l’autore perché da bambini quello che ci preoccupa è cosa succede dentro i libri, la storia che le loro pagine ci narrano, non l’uomo fortuito che li ha scritti. La cosa curiosa è che ricordo la casa editrice: si chiamava Calomino, aveva da qualche parte il logo di un uccello ed era di La Plata. Ricordo anche che il libro cominciava con il racconto di un apologo che in quasi sessant’anni non si è cancellato dalla mia memoria.Un uomo ingenuo o forse pazzo si era messo in testa di trovare, fra tutti i libri del mondo, il primo libro scritto da un uomo. Read More