27 Gen

Giorno della Memoria 2017

«I poeti non contribuiscono solo con i fatti alla memoria, come fa la scienza. Contribuiscono in modo particolare. Per questo Tu sei un buon esempio. […] La lirica è come un forte rimbombo di campane: affinché tutti si risveglino. Affinché in ogni singolo si risvegli ciò che non serve a uno scopo, che non è falsificato dai compromessi. […] E in questo consiste anche la catarsi: in un estremo atto di fede nell’umanità, senza cui la lirica non esiste. La lirica si rivolge all’innocenza di ognuno, alla parte migliore: la sua libertà di esserese stesso.»

LETTERA APERTA A NELLY SACHS

Cara Nelly,

Ti scrivo questa lettera, publice. Voglio esprimere pubblicamente quello che hai fatto per me, poiché penso che l’hai fatto per tutti e puoi farlo per molti. Per tutti quelli che, in un modo o nell’altro, soffrono dello stesso trauma. Questo voglio che sia stabilito, e in seguito proverò anche ad analizzarlo. Alla fine della guerra ho visto per la prima volta delle immagini dei campi di concentramento. Read More

15 Set

Savra – di Gazmend Kapllani

gazikap

Oggi su SenzaZucchero, pubblichiamo un testo inedito del nostro scrittore Gazmend Kapllani, acclamatissimo al Festivaletteratura di Mantova. (Il suo libro: Breve diario di frontiera, Del Vecchio Editore, traduzione di Maurizio De Rosa, pp. 187, euro 15)

Savra

di Gazmend Kapllani

 

Sono nato in una baracca di lamiera. La famiglia di mio padre era stata dichiarata “nemica” dal regime comunista e condannata a vivere in una casupola alla periferia della mia città natale, Lushnja. Read More

05 Set

Un certo tipo di disagio. Note a margine del colpo di stato in Turchia – di Burhan Sönmez

burhan

SenzaZucchero è tornato e offre oggi ai suoi lettori una riflessione dello scrittore turco Burhan Sönmez (Gli innocenti, Del Vecchio Editore, traduzione di Eda Özbakay).

Un certo tipo di disagio. Note a margine del colpo di stato in Turchia

di Burhan Sönmez.

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14 Lug

Intervista a Gianmaria Finardi sulla traduzione di “Sul soffitto” di Éric Chevillard – di Damiano Latella

 

viva la vida

Martedì 14 Luglio del 1789 avveniva la Presa della Bastiglia che ci porta alla memoria la Rivoluzione francese.

Il passo successivo è pensare: quali sono, oggi, le rivoluzioni possibili? A noi piacciono quelle perpetrate con le idee, e con le parole. Le rivoluzioni silenziose, che pure hanno fatto tanto rumore. Decidere di trasferirsi sul soffitto è una di queste. Poi, il mondo, apparirà completamente diverso.

Gianmaria Finardi e Damiano Latella ci aiutano a entrare nel mondo di Sul soffitto di Éric Chevillard (Del Vecchio, 2015). 

Intervista sulla traduzione a Gianmaria Finardi (Sul soffitto di Éric Chevillard)

di Damiano Latella Read More

24 Giu

Un italiano a Buenos Aires

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Oggi su SenzaZucchero uno speciale approfondimento in esclusiva per i nostri lettori.

Qui di seguito, la traduzione dell’interessante reportage apparso sul quotidiano “La Nación” sulla Semana de Editores, scritto da Fabiana Scherer (tradotto per noi da C.A. Montalto che vi ha partecipato come traduttore ospite).

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Un’occasione, la Semana de Editores, per entrare in contatto con il panorama editoriale argentino e creare una rete di contatti con realtà editoriali di tutto il mondo. Un’esperienza utile, formativa e affascinante, che mi ha permesso di scoprire da vicino un universo dapprima amato a distanza” (C.A.M.)

Dal quotidiano argentino “La Nación” del 12 giugno 2016.

A caccia del talento letterario argentino

Come lavorano e che cosa cercano gli scout delle case editrici straniere, che aguzzano il fiuto per rintracciare materiale originale e ardito, e chi sono oggi gli scrittori argentini più osservati per essere tradotti e pubblicati nel mondo. Read More

26 Mag

“Il confine e il futuro” – di Gianni Montieri – MAGGIO DI POESIA / 3

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Oggi Gianni Montieri legge per noi Miroslav Košuta: La ragazza dal fiore pervinca, Del Vecchio editore, 2015 – traduzione di Tatjana Rojc. 

Il confine e il futuro

Gianni Montieri

Miroslav Košuta nell’introduzione a La ragazza dal fiore pervinca, dice alcune cose molto interessanti sulla sua poetica senza quasi mai citare la propria poesia. Racconta di sé, della terra e del tempo in cui è nato, di come è cresciuto e di come poi ha vissuto. Sì, certo, ha scritto bellissime poesie, ma per lui si tratta di qualcosa che è capitato in mezzo a tutto quel sopravvivere prima e vivere poi. Read More

12 Mag

«She had it all»: Note sulla Morte di Mary Doyle di Michael D. Higgins – di Fabio Pedone – MAGGIO DI POESIA / 2

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Abbinata all’iniziativa ADOTTA UNA POESIA, oggi riproponiamo Fabio Pedone che legge Michael D. Higgins (Il tradimento e altre poesie, cura e traduzione di Enrico Terrinoni, Del Vecchio Editore). La sua originale riflessione offre la parola poetica a una luce più calda, di spessore umano.

«She had it all»: Note sulla Morte di Mary Doyle di Michael D. Higgins

di Fabio Pedone 

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Mentre mi lasciavo alle spalle St Stephen’s Green e mi avvicinavo a Fitzwilliam Square, in una sera dublinese normalmente piovosa del novembre scorso, ero curioso di sentire come il presidente d’Irlanda Michael D. Higgins avrebbe letto le sue poesie davanti al pubblico riunito all’Istituto Italiano di Cultura.

Sapevo già che mi sarei trovato di fronte una persona dall’impegno intransigente e di estremo carisma emotivo: un vecchio socialista che ne aveva viste tante ed era arrivato a vincere le elezioni presidenziali del 2011 con un consenso senza precedenti; ma anche un poeta molto noto già da tempo, quando ancora non era assurto all’alta carica che ricopre oggi.

Un poeta a tutta prima così narrativo, così orientato sui contenuti da trasmettere lasciando in secondo piano le strutture formali («I just hope that the message gets through», ha detto una volta al suo traduttore Enrico Terrinoni) nonché, ciò che più conta, strenuo avversario di qualunque cedimento all’estetismo in poesia, nel momento in cui ha dato voce ai propri versi nella serata a lui dedicata ha rivelato invece qualcosa di sorprendente: una cadenza insospettata, un’intensità non enfatica che ha fatto breccia in tutti quelli che erano là ad assistere. Read More

05 Mag

Più scettica di Brecht, più fiduciosa di Benn: Hilde Domin – di Anna Maria Curci – MAGGIO DI POESIA / 1

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Di concerto all’iniziativa “ADOTTA UNA POESIA” lanciata da Del Vecchio Editore per il Salone internazionale del libro di Torino 2016, SenzaZucchero per tutto il mese di maggio anticipa le sfilate della settimana della moda e si veste di POESIA.

Oggi Anna Maria Curci commenta per noi Hilde Domin, Il coltello che ricorda. A cura di Paola Del Zoppo, Del Vecchio Editore 2016*.

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Più scettica di Brecht, più fiduciosa di Benn: Hilde Domin

di Anna Maria Curci 

Il coltello che ricorda di Hilde Domin è il terzo volume di un ampio progetto, che si propone di pubblicare la produzione lirica e saggistica dell’autrice tedesca, ideato e coordinato da Paola del Zoppo, cofinanziato dalla Kunststiftung Nordrhein Westfalen e accolto dalla casa editrice Del Vecchio, che già nel 2011, grazie alla segnalazione di Ondina Granato, aveva pubblicato Con l’avallo delle nuvole. Poesie scelte, di Hilde Domin. Dopo i due volumi dedicati al progetto Alla fine è la parola/Am Ende ist das Wort (2012) e Lettera su un altro continente (2014), arriva il terzo, Il coltello che ricorda. Anche in questo caso l’edizione italiana fa riferimento a quella del 2009, pubblicata da Fischer curata da Nikola Herweg e Melanie Reinold, Sämtliche Gedichte.  Il coltello che ricorda raccoglie una parte delle poesie che Hilde Domin stessa aveva scelto per un’inusuale e fervida auto-antologia, Gesammelte Gedichte (Poesie in raccolta), del 1987, così come le liriche raccolte nel volume Der Baum blüht trotzdem /Eppure l’albero fiorisce), del 1999, alcune poesie non apparse precedentemente in antologie e poesie dal lascito. Dopo l’ampia introduzione di Paola Del Zoppo, che porta il titolo La pelle del pianeta e che collega la scelta delle liriche qui raccolte con l’attività della scrittrice come saggista, docente di poetica e curatrice di antologie di autori a lei coevi, il volume contiene tre testi in prosa nei quali chi legge sente vibrare la voce di Hilde Domin: Vita come Odissea linguistica, insieme resoconto autobiografico, testimonianza e atto di impegno, Fermare tempo e scopo – Le fasi della poesia tedesca del dopoguerra viste dal Paese e da chi vi ritorno, la prima delle lezioni tenute nell’anno accademico 1987-1988 a Francoforte, e Libertà nella scrittura, un’intervista a Hilde Domin. I prime due testi in prosa appaiono nella traduzione di Paola Del Zoppo, il terzo in quella di Valentina Carmela Alù).

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25 Apr

Letteratura orizzontale: istruzioni per l’uso – di Paola Del Zoppo

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Istruzioni per l’uso: Letteratura orizzontale

di Paola Del Zoppo

La letteratura orizzontale è quella letteratura dei nostri giorni in cui nulla si solleva dal piano. È una letteratura che esiste da sempre, ma che adesso e da alcuni decenni ha le sue maggiori chance di successo. La letteratura orizzontale non è necessariamente letteratura di mass-market, anche se quella è la sua vocazione primaria: tale vocazione va sviluppata il più energicamente possibile per ottenere risultati significativi. La pubblicazione di letteratura orizzontale è altamente consigliata a tutti gli editori che vogliano stare al passo con il mercato e l’evoluzione dello stesso, ma soprattutto che vogliano stabilire un rapporto profondo e duraturo con il lettore.

Premessa: La letteratura orizzontale si può esprimere per comodità in una funzione che si collochi tutta nei reali, e non presenta asintoti verticali: un asintoto verticale esiste solo se ci sono dei candidati asintoti nel campo d’esistenza. La letteratura orizzontale è causa ed effetto dell’attaccamento al piano dei reali. La letteratura orizzontale spesso si sviluppa per quantità di pagine e non per profondità: f è derivabile e f’ (x) = 0, quindi f ha in x un punto stazionario (dove f ha la tangente parallela all’asse x). Read More